Un Viaggio tra Mito, Destino e Redenzione
Un incontro dedicato a una delle tragedie più profonde e complesse di Sofocle, “Edipo a Colono”, che racconta gli ultimi giorni dell’eroe tragico per eccellenza, segnando il passaggio dal dolore alla redenzione. Guidato dal professor Gianni Cianchi, in collaborazione con l’Associazione Gli Stelliniani e il Vento e arricchito dalla partecipazione dello Studio Giorgio Celiberti, l’evento offrirà un’analisi approfondita dell’opera, con uno sguardo al suo valore simbolico e artistico.
Edipo a Colono: Il Testamento di un Eroe Tragico
Scritta nel V secolo a.C. e rappresentata postuma nel 401 a.C., “Edipo a Colono” è il seguito di “Edipo Re” e narra l’ultima fase della vita del protagonista, ormai cieco e in esilio, alla ricerca di un luogo sacro dove poter morire in pace.
Accompagnato dalla fedele Antigone, Edipo arriva a Colono, nei pressi di Atene, un luogo sacro dove sarà accolto dal re Teseo e dove troverà il suo destino finale. La tragedia affronta temi universali come il dolore, il fato, la giustizia divina e la possibilità di redenzione, in una narrazione che mescola tensione drammatica e profonda riflessione filosofica.
Gianni Cianchi e l’Analisi della Tragedia
Lo storico del teatro Gianni Cianchi guiderà il pubblico attraverso una lettura critica del testo sofocleo, analizzando i suoi temi chiave:
- Il concetto di destino e giustizia divina
- Il ruolo della sofferenza come mezzo di purificazione
- L’importanza di Colono come luogo simbolico e spirituale
- Il legame tra Edipo e Teseo: l’accoglienza e la pietà
Attraverso un’analisi dettagliata dei personaggi e della struttura della tragedia, verranno messi in luce gli aspetti più significativi di questo capolavoro senza tempo.
L’Arte come Testimone della Tragedia: Il Contributo dello Studio Giorgio Celiberti
Ad arricchire l’evento sarà la partecipazione dello Studio Giorgio Celiberti, con una selezione di opere ispirate al tema del destino e della memoria storica.
Le creazioni di Giorgio Celiberti, con le loro superfici scolpite e segni arcaici, evocano l’antico e il sacro, dialogando perfettamente con il senso di sofferenza e redenzione che permea “Edipo a Colono”. L’arte diventa così un mezzo per reinterpretare visivamente la tragedia, dando nuova voce alla sua potenza emotiva.
Perché “Edipo a Colono” è Ancora Attuale?
La tragedia sofoclea continua a parlarci perché affronta domande esistenziali che trascendono il tempo:
- Possiamo sfuggire al nostro destino?
- È possibile trovare la pace dopo una vita di sofferenza?
- Qual è il valore dell’accoglienza e della compassione nelle società moderne?